Non chiamatele macchinette: il futuro delle vending machines tra IoT e cashless
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Non chiamatele più “macchinette”: secondo il Politecnico di Milano i distributori automatici rappresentano oggi una delle migliori applicazioni del concetto di “Internet of Things” (Internet delle Cose), al punto che si parla ormai di “smart vending” o “vending 4.0”. Un mercato, quello dei distributori automatici connessi alla Rete e dotati di tecnologie d’avanguardia, che dovrebbe raggiungere i 15 miliardi di dollari di valore entro il 2025 a livello globale, con ricadute importanti per quei Paesi, come l’Italia, che hanno visto nascere vere e proprie eccellenze in questo campo.

 

Italia primo Paese in Europa per “vending machine” installate

Il nostro Paese oggi detiene il record europeo di distributori automatici, o “vending machines”, presenti sul territorio, con oltre 810 mila apparecchi installati (dietro di noi la Francia, con 590 mila, e la Germania, con 550 mila) ed è primo anche nelle esportazioni, con una crescita del valore di mercato del 5% nei primi sei mesi del 2017. L’industria delle vending machines oggi dà lavoro a 30 mila persone, ha una sua fiera dedicata (Venditalia) e conta oltre seimila imprese attive (elaborazione della Camera di Commercio di Milano, Monza e Brianza e Lodi sui dati del Registro delle imprese).

 

Le vending machines sono localizzate per lo più nelle grandi aree metropolitane di Roma, Milano e Torino, anche se è nel Meridione che si registra la crescita più accentuata degli ultimi anni (a Bari, Taranto e Palermo). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare la maggior parte delle consumazioni alla “macchinetta” avvengono nelle aree comuni di industrie e grandi aziende (il 36% del totale), seguite da luoghi di lavoro privato (17%) e scuole (11%), mentre solo il 3% avviene nei luoghi di transito e passeggio, come stazioni e aeroporti.

 

Innovazione nel prodotto, innovazione nel pagamento

Al primo posto tra i prodotti più venduti nel nostro Paese c’è – ovviamente – il caffè, con oltre 2,7 miliardi di consumazioni totali, seguito da acqua, snack dolci e salati, mentre all’ultimo posto rimangono i pasti pronti, gli energy drink e tutto quello che è “confectionery” (caramelle, gomme da masticare). Tra i prodotti che hanno fatto registrare la crescita più rapida nell’ultimo periodo vanno segnalati la frutta fresca e secca (entrambi oltre il 50%, studio Accenture per Confida), mentre ovunque stanno nascendo nuove aziende che producono vending machines di cibo fresco di alta qualità (come Fresco Frigo, che lancerà i suoi prodotti entro fine 2018 a Milano).

 

Quello dei distributori automatici è un settore che ha visto negli ultimi anni una continua evoluzione con l’introduzione di nuove modalità di gestione dei prodotti, di riconoscimento dell’utente e di pagamento. Il pagamento, in particolare, è uno degli aspetti su cui i produttori hanno investito maggiormente, con l’obiettivo di ridurre i costi legati al recupero e trasporto di denaro contante e di migliorare sensibilmente l’esperienza d’acquisto degli utenti.

 

Negli Stati Uniti la maggior parte degli acquisti alle macchinette avviene con carta di debito e credito, mentre solo un consumatore su cinque usa ancora le monetine (dati Self-Service Retail Study). In Italia, l’84% delle macchinette installate accetta modalità di pagamento “cashless”, senza contante, e sono sempre di più le macchinette che consentono di pagare tramite app, oltre alle carte di credito e debito.

 

La modalità di pagamento tramite app, infatti, consente alle macchinette di riconoscere il consumatore e offrire a quest’ultimo sconti e prodotti personalizzati in base alle sue abitudini e preferenze d’acquisto: chiamarle “macchinette”, oggi, potrebbe essere quantomeno riduttivo.

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