Come sarà lo smartphone del futuro: dai phablet agli assistenti vocali
smartphone del futuro

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L’ultima provocazione è arrivata dall’Australia. Il designer Klemens Schillinger ha lanciato da poco sul mercato il “Substitute Phone”: simile a uno smartphone per forma e dimensioni, il “Substitute” ha cinque palline al posto dello schermo da far ruotare con la mano, in un gesto che replica l’abitudine di “scrollare” all’infinito gli aggiornamenti in arrivo dai social network.
 
Un’idea, quella di Schillinger, che forse non avrà lo stesso successo degli Umarel 3D come regalo di Natale di quest’anno, ma che nondimeno è indicativa di quanto l’utilizzo dello smartphone sia diventato preponderante nella nostra vita quotidiana, e di come ogni ulteriore evoluzione di questo oggetto comporti anche una modifica delle nostre abitudini e capacità di relazionarci con il mondo esterno.
 

Fotocamera e realtà aumentata

Lo smartphone del futuro avrà ancora le stesse funzioni di quello di oggi, anche se alcune saranno ormai diventate inutili per la maggior parte degli utenti. Quella che un tempo era la ragion d’essere stessa del telefono cellulare è ormai la funzionalità meno utilizzata: gli smartphone di oggi possono ancora effettuare e ricevere chiamate, ma la quasi totalità delle nostre comunicazioni transita ormai attraverso le app, sia che si tratti di inviare un messaggio, sia che si tratti di condividere una somma di denaro con un amico.
 
La stessa fotocamera dello smartphone ha assunto ormai un ruolo predominante. Da semplice strumento per realizzare video e immagini, la fotocamera diventerà nel 2018 – secondo un articolo del New York Times – il punto di partenza per lo sviluppo di una nuova generazione di app di realtà aumentata, progettate per dare all’utente la possibilità di interagire con gli oggetti circostanti, semplicemente inquadrandoli nel proprio obiettivo (ad esempio, fotografando la pensilina dell’autobus per conoscere in tempo reale l’orario dei mezzi pubblici).
 

Sempre più grandi, e più costosi

Dal punto di vista delle dimensioni è in atto da tempo la costante crescita degli smartphone di dimensioni maggiori, i “phablet”, a metà tra un cellulare e un tablet. Già nel 2019 le spedizioni di phablet dovrebbero superare quelle degli smartphone a livello mondiale, rispetto all’1% nel 2012 e al 40% di oggi, per arrivare a oltre 1 miliardo di dispositivi nel 2021. La diffusione di videogiochi, programmi di intrattenimento e social media sta infatti portando i consumatori a preferire uno schermo sempre più grande: tendenza già interpretata dagli ultimi smartphone top di gamma, a partire dall’iPhone X, quello del decennale.
 
L’iPhone X, in questo senso, è stato il primo smartphone a superare la soglia psicologica di più di 1.000 dollari di prezzo di vendita. Senza soffermarci qui sulle caratteristiche tecniche che ne fanno un prodotto unico nella storia del settore, e dell’azienda che lo ha prodotto, l’iPhone X è il risultato della trasformazione degli smartphone, da prodotti inizialmente concepiti per gli appassionati di tecnologia a oggetti di lusso per una clientela selezionata. Seguendo questo trend, il prezzo medio degli smartphone dovrebbe infatti passare da 282 dollari di media nel 2016 (239 euro al tasso di cambio attuale) a oltre 320 dollari nel 2019 (271 euro), con l’arrivo di ulteriori esemplari da “mille (e una notte)” in su.
 

Cambia la forma, ma anche la sostanza

Da diversi anni è in atto la ricerca di nuovi materiali in grado di adattarsi alle esigenze (e fantasie) degli utenti: ogni giorno sentiamo parlare di nuovi progetti di smartphone pieghevoli, con lo schermo curvo, con i pannelli solari incorporati per ricaricare la batteria, o addirittura modulabili a piacere (il primo di questo tipo è stato creato da Andy Rubin, co-creatore del sistema operativo Android).
 
Gli smartphone del futuro potrebbero tuttavia assumere forme che hanno davvero poco a che vedere con i telefoni che abbiamo conosciuto fino ad oggi: come ricorda un articolo di FastCompany, già oggi l’assistente virtuale di Amazon, Echo, sta dando vita a un nuovo ecosistema di app utilizzabili tramite la nostra voce, senza bisogno di interagire con lo schermo. In futuro, per pubblicare un post su Facebook potremmo non avere più bisogno di prendere in mano il cellulare.
 
Parafrasando Bill Gates, “la comunicazione è necessaria, gli smartphone no”: nei prossimi anni le funzioni che oggi sono concentrate in un solo dispositivo, lo smartphone, con i suoi limiti di portabilità e durata della batteria, potrebbero essere diffuse su più oggetti indossabili e connessi alla Rete, accessibili tramite il tocco di una mano, uno sguardo o un semplice comando vocale.
 
Lo smartphone del futuro, in conclusione, sarà tanto più “smart” quanto meno ricorderà il “phone” da cui è nato.
 
 

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