Retail: quattro trend da tenere d’occhio nel 2019
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Niente apocalisse, per il momento. Contrariamente ad alcune previsioni circolate nel corso degli ultimi anni, il futuro del commercio tradizionale sembra essere ben più roseo del previsto. Lo shopping nei negozi è ancora oggi una delle attività preferite da parte dei consumatori di tutti i Paesi e di tutte le età, sebbene non manchino le alternative online. Merito, anche, della capacità dei piccoli e medi commercianti di rinnovarsi e sperimentare nuove modalità di comunicazione, promozione e acquisto in grado di catturare l’interesse di nuovi clienti e fidelizzare quelli tradizionali. Anche utilizzando strumenti non convenzionali, o non pensati esclusivamente per il commercio.

Si moltiplicano le occasioni d’acquisto

In questo senso, secondo l’ultimo report “14 trends shaping tech in 2019” di CB Insight il prossimo anno dovrebbe vedere innanzitutto una proliferazione dei “retail moments”, le “occasioni” e i luoghi d’acquisto al di fuori del ristretto ambito del negozio. Che si trovi sul divano di casa, o in una sala d’attesa, o sul sedile passeggero di un car sharing, il consumatore oggi può iniziare un processo di acquisto in qualsiasi momento e in ogni luogo (concludendolo, magari, in negozio o presso un punto di ritiro). La sfida, semmai, è quella di utilizzare gli strumenti più adatti per stimolare la sua curiosità e rispondere ai suoi bisogni nel minor tempo possibile.

La metamorfosi “social” delle mappe

Al secondo posto nei trend da tenere d’occhio nel 2019 si collocano le mappe online. Non più semplici navigatori “portatili”, ma veri e propri social network in cui gli utenti possono registrarsi in un luogo, tenere traccia dei propri percorsi preferiti e segnalare agli amici i negozi visitati, o seguire le tracce lasciate da questi ultimi sulla medesima mappa: è questa la direzione intrapresa dal più popolare servizio di mappe online al mondo, Google Maps, ennesimo tentativo della casa madre di Google di creare una propria piattaforma social dopo il progetto ormai abortito di Google Plus, e che sta già portando numerosi servizi concorrenti a fare altrettanto. La conseguenza? Essere un “puntino” fra i tanti, su una mappa, oggi non è più sufficiente per essere trovati.

Obiettivo “ultimo miglio”

Al terzo posto si collocano i veicoli a guida autonoma, o semi-autonoma: ancora lontani dal diventare il mezzo di trasporto principale per le persone comuni, i veicoli senza conducente potrebbero tuttavia imporsi come la soluzione più efficiente e meno dispendiosa per quanto riguarda le consegne nell’”ultimo miglio” tra il rivenditore e il consumatore. Che si tratti di Amazon, o di un’associazione di commercianti locali, il costo di consegna delle merci oggi viaggia fra gli 1,5 e i 4 dollari a prodotto (dati McKinsey) e potrebbe essere significativamente ridotto dal ricorso a veicoli a guida autonoma. O, perlomeno, dove il lavoro richiesto al “fattorino” sia comunque ridotto al minimo grazie all’utilizzo della tecnologia nel calcolare il percorso migliore e rendere autonomo il cliente nel ritiro della merce.

Personalizzare, personalizzare, personalizzare

All’ultimo posto, ma non in ordine di importanza, appare oggi sempre più importante la capacità del singolo rivenditore e negoziante di personalizzare il più possibile se non il prodotto, perlomeno l’esperienza d’acquisto del singolo utente. I consumatori, oggi, fanno quotidianamente esperienza di un mondo – quello digitale – dove algoritmi sempre più sofisticati sono in grado di offrire a ogni utente una selezione di prodotti, contenuti, servizi diversa da persona a persona. Secondo il report di CB Insight, un esempio di questa capacità di personalizzazione è quello derivato della recente partnership tra Spotify e Ancestors, per elaborare playlist musicali sulla base del codice genetico degli utenti.

Senza arrivare a una personalizzazione così estrema (e dubbia, dal punto di vista dell’efficacia) è tuttavia necessario rendersi conto di come le persone oggi si aspettino più che in passato di ricevere un trattamento “ad hoc”, anche quando entrano per la prima volta in un qualsiasi negozio. Quali aspetti del vostro “percorso di acquisto” possono essere ulteriormente personalizzati? C’è qualcosa che potete fare per far sentire il cliente come se fosse unico e speciale? Avete uno strumento che vi consenta di comunicare con tutti i vostri clienti, in maniera automatica per contenere i costi e i tempi ma al tempo stesso mirata? Se la risposta è no, è venuto il momento di dare un’occhiata ai servizi VAS e Know Your Client di Tinaba Business.

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