Retail: cresce l'interesse nei confronti dei pagamenti digitali - Tinaba
pagamenti digitali

Una nuova esperienza d’acquisto per il consumatore, dall’accettazione del pagamento tramite denaro elettronico allo sviluppo di strategie evolute di ingaggio e fidelizzazione nella fase di pre e post-vendita. È questa la direzione intrapresa dalla maggior parte dei retailer italiani, secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Secondo la ricerca, nel 2018 il 33% delle imprese retail italiane ha concentrato i propri investimenti nell’accettazione di strumenti di pagamento digitale (erano il 23% nel 2017), dalle carte contactless ai pagamenti via app tramite smartphone. Seguono in seconda posizione coloro che hanno investito prevalentemente in strumenti per la fatturazione elettronica (il 27% del campione) e quelli che invece si sono concentrati nell’adozione di soluzioni CRM, sistemi di cassa evoluti e mobile POS (24% del totale).

I pagamenti digitali innovativi, quindi, sono il punto di partenza individuato dagli imprenditori per ricominciare a crescere, in linea con le performance internazionali del settore retail: se nel 2018 le vendite al dettaglio hanno fatto registrare una crescita globale del 3%, secondo le stime del Politecnico, in Italia la crescita non dovrebbe superare al momento l’1,7%, in ragione anche del ritardo accumulato dalle nostre imprese sul fronte della digitalizzazione dei processi e della customer experience.

In questo contesto, gli investimenti sui pagamenti digitali dovrebbero continuare con la stessa intensità anche nei prossimi mesi: il 36% del totale delle imprese intervistate investirà in quest’ambito nel prossimo anno, seguito da coloro che hanno intenzione di investire in sistemi di “sales force automation” (34% del totale), sistemi di cassa evoluti e mobile Pos, e sistemi di loyalty (al 33%). Da notare, tuttavia, come la spesa complessiva destinata al digitale dei top retail non superi ancora l’1% del fatturato, anche se dal 2017 al 2018 è passata dal 20% al 21% del totale della spesa destinata agli investimenti: sarà sufficiente per ridurre le distanze con il resto del mondo?

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