Pagamenti P2P: perché piacciono tanto ai Millennial (ma non solo)
pagamenti p2p

Una tranquilla giornata di sole, lungo le bancarelle di un mercatino di oggetti e libri di seconda mano. Una persona si ferma, scambia due chiacchiere con uno degli espositori, estrae lo smartphone dalla tasca e digita velocemente qualcosa sullo schermo. Pochi istanti dopo saluta il venditore e se ne va con la merce appena acquistata sottobraccio. Che cosa è successo? È appena stato realizzato un “pagamento p2p”.

Che cosa sono i “pagamenti p2p”

Se fino ad oggi le carte di pagamento hanno reso possibile smaterializzare il denaro e facilitare il pagamento di un privato verso un esercente, i “pagamenti p2p” consentono alle persone sia di effettuare pagamenti, sia di ricevere a propria volta una somma di denaro in modalità elettronica. Con la stessa comodità del contante, ma senza più limiti spaziali o temporali. Con Tinaba, ad esempio, è sufficiente conoscere il numero di telefono del destinatario (o aggiungerlo in rubrica) per poter inviare una somma di denaro in pochi istanti e senza commissioni. Anche fino a diecimila euro al giorno.

Se in Italia l’adozione dei “pagamenti p2p” è ancora in fase di decollo, l’utilizzo di questi ultimi è ormai un’abitudine quotidiana nella maggior parte degli altri Paesi. Entro i prossimi tre anni, infatti, secondo eMarketer il volume totale di pagamenti P2P negli Stati Uniti dovrebbe crescere dagli attuali 156 miliardi di dollari a oltre 244 miliardi tramite piattaforme come Paypal, Venmo o Square, al punto che secondo alcune testimonianze è ormai diventata d’uso comune l’espressione “I’ll Venmo you” al posto del più corretto “I’ll pay you back”.

Come usare i “pagamenti p2p” nella vita di tutti i giorni

I “pagamenti p2p” possono essere utilizzati in innumerevoli situazioni, come ad esempio rimborsare l’amico o il collega per un pranzo o un caffè pagato in anticipo. Per non parlare della possibilità di utilizzarli per inviare denaro a un figlio o un amico momentaneamente a corto di liquidità, sia che quest’ultimo si trovi nello stesso Paese o all’estero in viaggio o per motivi di studio. La velocità e la comodità di utilizzo ne fanno uno strumento preferibile al più classico bonifico, e senza le commissioni di operazione applicate a quest’ultimo.

Sempre più spesso i “pagamenti p2p” sono utilizzati come un modo per prevenire eventuali contrasti e dissidi legati alla gestione del denaro in comune. Ad esempio, un gruppo di coinquilini possono utilizzare Tinaba per rimborsarsi a vicenda i soldi delle bollette o della spesa settimanale, senza bisogno di doversi ricordare a vicenda di saldare i conti in sospeso. La stessa cosa può avvenire in ambito scolastico, ad esempio per inviare al responsabile di classe i soldi della gita o per il regalo di un compagno di studi.

Da non sottovalutare, infine, l’importanza dei “pagamenti p2p” nel migliorare la sicurezza delle transazioni quotidiane tra perfetti (o quasi) sconosciuti. Come abbiamo provato a immaginare nell’esempio iniziale: i “pagamenti p2p” possono essere utilizzati per effettuare piccole compravendite tra privati, senza correre il rischio di portare con sé grandi quantità di denaro contante e tenendo traccia delle transazioni effettuate. Evitando, anche in questo caso, i tempi di attesa di un normale bonifico e le commissioni di quest’ultimo. Pronti per il prossimo acquisto?

 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.