5G, AI, AR: non solo acronimi ma il futuro - Tinaba

Quali tecnologie emergeranno in un futuro non troppo lontano?

La tecnologia ha senza dubbio semplificato la nostra quotidianità influendo enormemente sugli stili di vita delle persone. Gli italiani sembrano vivere con fiducia gli sviluppi degli ultimi anni, aspettandosi importanti novità soprattutto in campi come la medicina, mobilità ed energia.

Intel-Nilsen ha condotto una indagine su un campione di 1400 italiani di cui 228 professionisti per capire quali sono le aspettative sul futuro. I settori dove tra 50 anni si prevede un grande sviluppo sono la guida autonoma (71%), l’intelligenza artificiale (64%) e le terapie genetiche (62%). L’impatto principale sulla vita delle persone lo avranno però le innovazioni nel campo dell’energia rinnovabile (69%), medicina genomica per eliminare malattie rare e cancro (67%) e trapianti di organi con tessuti artificiali (64%).

Considerando un orizzonte temporale più breve (25 anni) iI 57% dei professionisti ritiene che il PC sarà ancora lo strumento principale in ambito lavorativo, magari senza tastiera meccanica (29%) e tascabile (27%). Sicuramente l’utilizzo del pc sarà impattato e supportato dal Cloud (55%), connessioni 5G (52%), utilizzo parallelo degli smartphone (51%) e dall’intelligenza artificiale (50%).

Quando si parla di tecnologia quanto è approfondita la conoscenza?

Riguardo alla diffusione dell’intelligenza artificiale (AI), il 52% degli intervistati Nielsen dichiara di utilizzare dispositivi che supportano applicazioni basate sull’AI. In particolare l’AI viene associata ai traduttori linguistici, assistenti mobile e i dispositivi ad attivazione vocale, ma le potenzialità vanno molto oltre. Già oggi viene impiegata in ambiti estremamente variegati, ad esempio nella ricerca sul cancro o nella lotta contro l’estinzione di alcune specie. Un altro esempio è il 5G di cui non si conoscono i reali vantaggi e potenzialità. I consumatori vedono il 5G banalmente come un miglioramento della banda esistente, ma è molto più di questo: la rete sarà in grado di connettere miliardi di dispositivi e oggetti intelligenti che comunicheranno tra loro in modo automatico.

La conoscenza superficiale di queste tematiche è confermata anche dallo studio “Retail Transformation. Scenari di business e di consumo tra Intelligenza Artificiale, Big Data ed IoT” effettuato su un campione nazionale di mille utenti rappresentativo della popolazione italiana. Da qui emerge che a livello teorico le persone conoscono molto bene il termine Intelligenza Artificiale (36%) o ne hanno sentito parlare e sanno a cosa serve (46%), ma non hanno mai utilizzato un assistente vocale in maniera consapevole (41%). La situazione non cambia quando si parla di Realtà Aumentata (AR), conosciuta dal 92% degli intervistati ma mai usata dal 43% di questi.

Verso una graduale digitalizzazione

Non hanno conoscenze approfondite sugli ultimi sviluppi tecnologici, ma gli italiani sono sempre più digitali. Dall’ultimo rapporto Censis emerge che in dieci anni in Italia è triplicata la spesa per smartphone (+221,6%, per un valore di quasi 6,2 miliardi di euro nel 2018), quella per computer è aumentata del 54,7%. Sono i giovani quelli che sfruttano maggiormente le opportunità offerte, tra gli under 30 infatti, la quota di utenti di internet supera il 90%, mentre è ferma al 42,5% tra gli over 65. Più dell’86% dei primi usa lo smartphone ed è scritto a Facebook (70%), mentre dei secondi solo un 20% è iscritto al social network e il 35% usa lo smartphone. (15° Rapporto Censis sulla comunicazione)

Uno sviluppo lento in Italia che parte dalle generazioni più giovani per coinvolgere gradualmente anche gli over. Inutile negare che ormai la quotidianità è pervasa dalla tecnologia e dal digitale: dagli oggetti a cui siamo più abituati come gli smartphone all’ intelligenza artificiale. Anche le attività più semplici come preparare la valigia per una vacanza, risparmiare denaro per i propri obiettivi o pagare presso un negozio oggi si più fare tramite app.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.