Fun facts Tinaba: le tre curiosità di fine agosto - Tinaba

Quanto bisogna essere ricchi per essere felici?

Ebbene sì, i soldi fanno la felicità, o così pare..

Un team della Purdue University basandosi su un enorme dataset fornito dal Gallup World Poll (informazioni su oltre un miliardo e mezzo di persone provenienti da 164 nazioni) ha calcolato precisamente la cifra annua necessaria per essere felici, di buon umore e soddisfatti della propria vita.  Dallo studio emerge che il reddito annuale ideale per avere una vita felice è di 95.000 dollari a persona, ma che sono sufficienti tra i 60-70.000 dollari per raggiungere almeno un benessere emotivo. Scendendo nel dettaglio su ogni singola regione del mondo l’Europa occidentale, e quindi l’Italia, è tra le aree in cui la felicità ha il costo più elevato: per avere una vita appagante bisogna raggiungere i 100mila dollari. La scoperta più interessante però, è che superato il tetto indicato il livello di felicità dell’individuo diminuisce, probabilmente a causa dell’aumento di preoccupazione, ansie e aspettative.

Che fine fanno le monete lanciate nella Fontana di Trevi?

Tutti almeno una volta nella vita, andando in vacanza a Roma, abbiamo lanciato una monetina nella Fontana di Trevi esprimendo un desiderio. Ogni anno milioni di turisti replicano questo gesto lasciando scendere sul fondo cifre paragonabili più o meno al fatturato annuale di un’azienda. Forse però in pochi si sono chiesti che fine fa questo denaro: ogni lunedì mattina gli operai di Acea raccolgono le monete con un grosso aspiratore in presenza di un rappresentante della Caritas. Proprio a questo organismo vanno le ingenti somme che ne rappresentano circa il 15% del bilancio totale, la metà del bilancio non coperto da convenzioni.  I tagli più diffusi sono i 20 centesimi, per una raccolta settimanale che di solito si aggira intorno ai 400 chili di monete. Una volta raccolti, i soldi vengono portati in locali della Caritas e qui contati: le monete straniere (10-15% rispetto al totale) più comuni vengono solitamente cambiate alle ambasciate mentre le meno diffuse vengono accumulate e poi cambiate al Paese d’origine in un secondo momento.

Le performance dei broker dipendono dai loro ormoni

I mercati finanziari sono il prodotto degli ormoni in circolazione nel sangue dei broker in quel particolare giorno. Questa è la conclusione di uno studio dell’Università di Cambridge, guidato dal neuroscienziato ed ex uomo d’affari John Coates il quale ha effettuato delle verifiche quotidiane, appena prima e appena dopo il picco di affari di una giornata in Borsa, sui livelli di testosterone e cortisolo nel sangue di un gruppo di broker londinesi (registrandone anche profitti e perdite). Il testosterone oltre a regolare il comportamento sessuale maschile, entra in gioco quando un uomo si sente coinvolto in una competizione. A compensare questa azione eccitante ci pensa però il cortisolo, che il nostro organismo produce in risposta allo stress e che, grazie al suo effetto inibitore spinge a valutare con prudenza i possibili rischi di qualunque decisione. I risultati dello studio hanno fortemente confermato la tesi di Coates: i trader mostravano livelli di testosterone molto più alti all’inizio dei giorni con profitti sopra la media, al contrario il cortisolo saliva nei periodi di incertezza rendendo i trader più avversi al rischio.

Insomma, per essere certi che la genetica non influisca sui propri investimenti bisogna ricorrere a strumenti di gestione del denaro tecnologici come il Roboadvisor di Tinaba che superano quelli che sono i limiti della componente umana.

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