Fintech: i pagamenti digitali rivoluzionano la mobilità urbana
fintech pagamenti digitali aumentano la mobilità in città

La mobilità del futuro? Non è solo una questione di alimentazione elettrica, veicoli senza pilota e altre innovazioni tecnologiche al momento ancora allo stadio di sviluppo e sperimentazione. A incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici e veicoli di trasporto condiviso, con ricadute positive sulla mobilità urbana e la tutela dell’ambiente, sono oggi anche i nuovi strumenti di pagamento digitale. Carte, ma soprattutto App.

Lo rileva l’ultima ricerca dell’Osservatorio Acquisti Nexi, secondo cui nel 2018 i pagamenti effettuati tramite carte (di credito, debito, o prepagate) e app negli spostamenti in città hanno raggiunto un valore totale di oltre 246 milioni di euro. A guidare la classifica, come prevedibile, i servizi di trasporto pubblico con oltre 114 milioni di euro di acquisti tramite strumenti di pagamento digitali, con una crescita del 23,4% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Nel trasporto pubblico, ad esempio, va ricordata la recente introduzione di pagamenti con carta contactless all’entrata della metro di Milano. Un’innovazione che ha ricevuto subito un ottimo riscontro da parte del pubblico di pendolari, con una media di oltre diecimila persone che ogni giorno scelgono di entrare in metropolitana appoggiando la propria carta sui tornelli delle metro anziché obliterare il biglietto. Con ricadute positive dal punto di vista delle code alle biglietterie automatiche.

Al secondo posto, dopo i trasporti pubblici, si collocano i pagamenti digitali su taxi o auto private con autista, con oltre 84 milioni di euro spesi tramite carta o app. Bene anche i parcheggi (24 milioni di euro) e i viaggi in car sharing (20 milioni) Ancora marginali, con solo 3,7 milioni di euro spesi, i pagamenti in servizi di bike sharing, la vera novità della mobilità urbana nel corso dell’ultimo anno: da sottolineare, tuttavia, come il transato in quest’ultimo servizio sia cresciuto del 157% rispetto a dodici mesi prima. Un dato, quest’ultimo, che vale più di mille parole nello sforzo di immaginare come ci muoveremo nella città del futuro.

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