Il 2019 del fintech, secondo CB Insights
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Dopo gli anni del predominio americano, nel 2018 il fintech ha iniziato la sua espansione globale con la proliferazione di nuove startup, spinoff e investitori in ogni Paese del mondo. Un indizio? Secondo l’ultimo report di CB Insights, “2019 fintech trends to watch”, più di un investimento su tre (il 39%) in startup fintech avviene ormai al di fuori dei confini degli Stati Uniti, Cina e Regno Unito, in Paesi e continenti finora considerati marginali nel processo di innovazione tecnologica in ambito finanziario.

Il 2018 è stato un anno record per il fintech in Europa

In Sud America, Africa, Sud-Est asiatico, ma anche nel Vecchio Continente: il 2018 è stato l’anno in cui il numero di investitori in startup fintech è quasi raddoppiato, passando dai 1.300 del 2014 a oltre 2.700, e il volume di investimenti nelle startup è aumentato in maniera significativa quasi ovunque. Solo in Europa, ad esempio, sono stati investiti oltre 3,5 miliardi di dollari (record continentale) seppur a fronte di una diminuzione del numero totale delle operazioni.

Il 2018, a livello globale, ha visto raggiungere un nuovo record assoluto in termini di volume e di numero di investimenti: 39,57 miliardi di dollari (+120% sull’anno precedente), distribuiti su 1.707 “deal” (+15%) e 1.463 startup a livello globale, con oltre 50 investimenti superiori ai 100 milioni di dollari di valore. Il continente che ha fatto registrare la crescita più sostenuta dal punto di vista del numero di “deal” è l’Asia (+38%), ma gli Stati Uniti conservano tuttora la prima posizione per quanto riguarda il volume totale di investimenti (11,89 miliardi di dollari).

Nel corso del 2019 dovremmo assistere un ulteriore consolidamento di questi trend, con gli investitori che si concentreranno sulle aziende presenti da più tempo sul mercato (gli investimenti in startup early-stage sono diminuiti dal 67% del totale nel 2014 al 57% nel 2018). Le aziende fintech, a loro volta, sono attese a una doppia sfida: aumentare l’offerta di servizi a disposizione degli utenti, collaborando con le banche o con altre piattaforme digitali, e dall’altro sviluppare la propria presenza internazionale – dopo la “falsa partenza” degli anni precedenti – approfittando di una legislazione favorevole quasi ovunque e della crescente fiducia degli investitori.

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