Figli all’estero: le app (e i consigli) per i genitori ansiosi
figli estero app genitori

figli estero app genitori
 
Quasi il 70%. È la percentuale di giovani italiani tra i 15 e i 34 anni propensi a valutare un’offerta di lavoro all’estero per migliorare le proprie possibilità di carriera professionale. I risultati dell’indagine condotta dall’Osservatorio Demos-Coop lasciano spazio a ben poche interpretazioni.
 
Per un numero crescente di famiglie italiane la partenza di uno o più figli per un Paese straniero, sia per i pochi mesi dell’Erasmus sia per un periodo di tempo più lungo (o, addirittura, indeterminato) è un’esperienza sempre più frequente e inevitabile.
 

I genitori si organizzano

Secondo un’inchiesta di Corriere.it nel 2015 sono emigrati dal nostro Paese oltre 100 mila persone, di cui la metà con meno di 40 anni e per un terzo laureate. AlmaLaurea, nella sua 17° indagine sulla condizione occupazionale dei laureati, mette in guardia anche i genitori che hanno da poco riabbracciato il figlio tornato da un’esperienza di studio all’estero: il 16% dei giovani torna, prima o poi, nel Paese in cui ha studiato, per proseguire il proprio percorso di crescita personale e professionale.
 
In questo contesto, i genitori iniziano ad organizzarsi. Chi mettendosi a studiare una nuova lingua, chi prenotando per tempo i biglietti aerei per andare a trovare il figlio, chi addirittura creando un blog per condividere le proprie storie e scambiarsi consigli tra parenti. È il caso di “Mamme di cervelli in fuga”, un «racconto collettivo in cui condividere l’universo parallelo delle famiglie dei cervelli in fuga».
 
«I genitori usano la tecnologia per mitigare ansie, attacchi di nostalgia e sentirsi partecipi della vita dei figli – ci conferma Brunella Rallo, mamma di due “cervelli in fuga” negli Stati Uniti, fondatrice del blog, e che il 15 ottobre a Milano ha organizzato il primo raduno delle mamme e dei papà con un figlio all’estero – Dalle videochiamate, diventate dei veri e propri appuntamenti settimanali, ai siti di news che permettono di conoscere luoghi e avvenimenti che accadono nei mondi dei figli distanti, alle App».

Un aiuto che viene dalla tecnologia

Per chi è alla ricerca di una soluzione gratuita o a poco prezzo per rimanere in contatto con i propri figli, senza spendere una fortuna in traffico telefonico, esistono già oggi una serie di applicazioni aggiornate di recente per risolvere i problemi più comuni riscontrati dai genitori con figli giovani a distanza. Un esempio? Eccone quattro.
 
ReplyASAP, per obbligarli a rispondere ai vostri messaggi. Man mano che i mesi passano, e i figli si abituano al nuovo ambiente, i tempi di risposta ai vostri messaggi di testo o su Whatsapp si dilatano in maniera proporzionale. Con ReplyASAP, tuttavia, sulla schermata del loro smartphone si apre una finestra che può essere chiusa solo rispondendo al messaggio, e con notifica sonora inclusa, anche se il volume dello smarthpone è silenzioso o è in modalità vibrazione. Da usare con moderazione.
 
Life360, per sapere sempre dove si trovano. Tra le più conosciute e scaricate del suo genere, Life360 consente ai genitori di localizzare sulla mappa la posizione dei figli e degli altri famigliari e di ricevere una notifica quando uno di essi raggiunge una determinata destinazione. Molto utile la funzione di SOS, che consente di inviare in caso di pericolo una mail e un sms con incluse le coordinate de proprio localizzatore GPS. A pagamento, si può inoltre richiedere l’assistenza di un professionista per gestire un’emergenza a distanza.
 
Discord, per richiamare la loro attenzione. Whatsapp, Skype, Messenger restano sicuramente le app più comuni. Ma, proprio per questo, è difficile richiamare l’attenzione dei figli, soprattutto quando questi ricevono messaggi da più persone contemporaneamente. Può essere utile allora usare applicazioni meno conosciute dagli adulti, ma già popolarissime tra i giovani e giovanissimi, e più “invasive” di quelle tradizionali. Con Discord è possibile inviare chat vocali, messaggistica e notifiche push in ogni momento, per richiamare l’attenzione dei figli in caso di necessità urgente.
 
Tinaba, per inviare denaro gratuitamente anche all’estero. Con Tinaba è possibile inviare denaro ai propri figli in qualunque momento e gratuitamente, anche quando si trovano all’estero. Pochi giorni dopo la registrazione alla app, gli utenti di Tinaba ricevono a casa una carta prepagata ricaricabile, per spendere anche all’estero e su Internet il denaro ricevuto sul proprio mobile wallet. Il tutto, senza alcun tipo di costi di commissione.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.