Erasmus, quanto mi costi: guida di sopravvivenza per studenti all’estero
costo erasmus

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Nove milioni di giovani, quasi come la popolazione di un piccolo Paese dell’Unione Europea. È il numero di studenti universitari che a partire dal 1987, 30 anni fa, ha partecipato al programma Erasmus (ora Erasmus+), soggiornando per almeno un trimestre in uno dei 33 Paesi coinvolti nell’iniziativa.
 
Ogni anno dall’Italia partono circa 30 mila studenti, mentre sono 20 mila gli universitari stranieri che scelgono il Belpaese come meta.
 
I Paesi preferiti? Per gli studenti italiani sono Spagna e Malta, seguiti da Belgio, Francia ed Estonia, mentre per ultime vengono Austria, Germania, Lussemburgo e Turchia. Nel 2016 il 10,6% dei laureati, secondo Almalaurea, ha svolto almeno un’esperienza di studio all’estero riconosciuta nel curriculum (erano il 7,6% dieci anni fa). Secondo la stessa ricerca, gli studenti Erasmus hanno in media il 12% in più di possibilità di trovare lavoro. Raro, per non dire quasi assente, il rischio di terminare in ritardo gli studi.
 

Quanto costa l’Erasmus agli studenti italiani

L’importo di una borsa di studio Erasmus può variare di università in università, da un minimo di circa 200 euro a un massimo di 300-400 euro nei casi migliori. Una somma che difficilmente riesce a coprire tutti i costi necessari alla sopravvivenza in un Paese straniero.
 
Secondo uno studio di Uniplaces, infatti, solo a Lisbona uno studente Erasmus può vivere con meno di 400 euro al mese, condividendo un appartamento con altre persone (a partire da 202 euro a stanza), e spendendo una media di altri 170 euro al mese tra pause pranzo, abbonamento Internet e trasporti.
 
Seguono, in ordine di spesa, Valencia (428 euro), Rotterdam (488 euro), Barcellona (503 euro) e, a sorpresa, Milano (582 euro), ma solo se i pranzi vengono consumati nei locali che offrono il menù fisso della settimana corta.
 
Per chi può fare affidamento solo sulla borsa di studio, il periodo dell’Erasmus può rapidamente trasformarsi da entusiasmante avventura a prova di sopravvivenza, ed esigenza di trovarsi un lavoretto. Per fortuna, ci sono molti modi per risparmiare – anche se siete all’estero – e non trovarsi ogni fine mese con l’acqua alla gola.

Come risparmiare se siete in Erasmus

L’affitto. Non è un caso che “L’appartamento spagnolo” sia diventato il film cult della generazione Erasmus. Molto probabilmente, i vostri coinquilini saranno le prime persone su cui contare in caso di difficoltà, e grazie a cui conoscere un sacco di nuove persone interessanti. Per andare a vivere da soli c’è ancora tempo, credeteci.
 
I pasti. Tra le variabili che maggiormente possono incidere su un budget risicato, la scelta di consumare tutti (o quasi) i pasti in casa, anziché nei locali o nei ristoranti universitari, può risultare determinante per aiutarvi a mettere da parte ogni mese una piccola somma extra.
 
Il lavoretto. Per integrare la borsa di studio, ma anche per fare esperienze ed entrare in contatto con la popolazione locale, senza il filtro inevitabile imposto dall’ambiente universitario cosmopolita. E, se siete fortunati, potreste mettere le basi per trovarvi un’occupazione subito dopo gli studi: secondo gli ultimi dati disponibili, almeno 1 giovane su 3 ha trovato lavoro dopo aver svolto un tirocinio nel Paese ospitante.
 
La app. Grazie a un’app come Tinaba potete mettere da parte automaticamente, ogni periodo predefinito di tempo o ad ogni spesa effettuata, una somma a piacere, da spendere mediante la carta prepagata gratuita e utilizzabile ovunque, anche all’estero. E se siete in difficoltà, con Tinaba potete ricevere subito una somma di denaro extra dai vostri genitori o dagli amici, senza costi di commissione.

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