E-bike: cosa sono, quanto costano, e quali sono i loro limiti
e-bike cosa sono quanto costano

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L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo è arrivato dall’EICMA 2017. La più importante rassegna espositiva mondiale di riferimento per le due ruote a motore ha dedicato un’intera area della fiera all’esposizione e alla prova su strada delle E-bike, le bici elettriche a pedalata assistita, protagoniste di una crescita che nel 2016 ha sfiorato le 124 mila vendite solo in Italia, in aumento del 120% rispetto all’anno precedente, per un settore che nel nostro Paese offre lavoro a oltre 12 mila addetti, tra diretti e indiretti.
 

Le e-Bike prendono il posto del “cinquantino”

nell’immaginario giovanile

Il riferimento non è casuale. Le bici elettriche a pedalata assistita stanno ormai diventando per i più giovani, ma non solo, le eredi naturali dello storico “cinquantino”, lo scooter di cilindrata fino a 50 cm³, che ha popolato l’immaginario di intere generazioni di adolescenti. Dal 1998, infatti, le vendite di “cinquantini” sono crollate del 96%, dalle 685 mila nuove immatricolazioni annuali a meno di 25 mila nel 2016.
 
Quasi in contemporanea con gli ultimi sussulti del mercato dei motorini, negli ultimi anni sono cresciute infatti le vendite di biciclette elettriche “a pedalata assistita”, passate dai 42 mila esemplari venduti nel 2011 agli oltre 120 mila del 2016, di cui 40 mila solo nell’ultimo trimestre. Al punto che più di un’autorevole testata nazionale si è affrettata a rinominarle «il cinquantino 2.0», e alcune aziende hanno iniziato a incentivare l’uso dell’e-Bike tra i dipendenti, co-finanziando del tutto o in parte l’acquisto del mezzo.

E-bike: costo e vantaggi

Di prezzo simile a quello dei motorini (parliamo solitamente di cifre a tre zeri), ma molto più contenuto di quello delle mini car (che partono da 9 mila euro), le biciclette a pedalata assistita non inquinano, non consumano carburante, e non necessitano di assicurazione, targa o patentini vari, come per i mezzi a motore su due ruote.
 
In un contesto come quello delle grandi città e centri urbane italiane, dove l’aria è tra le più inquinate in paragone agli altri grandi Paesi europei, come svelato dall’ultimo rapporto della Fondazione Sviluppo Sostenibile, l’adozione in massa dell’uso di e-Bike consentirebbe di ridurre il numero degli autoveicoli a motore in circolazione, senza penalizzare la velocità e le necessità quotidiane di spostamento.
 
Le biciclette elettriche, infatti, non possono superare la velocità massima di 25 chilometri orari: un limite di gran lunga superiore alla media di 15 chilometri orari con cui una macchina si muove nelle città di oggi, e sufficiente a coprire in breve tempo e col minimo sforzo anche gli spostamenti da un punto all’altro dell’abitato.
 
 
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